La miniera anno per anno

 
     

 


1895

Miniera di Tatti.

Si sono eseguite delle ricerche verso la parte nord del bacino, al 5° piano, cioè alla profondità di m. 125.
Pur trovando qua e là degli straterelli o degli indizi di carbone, non si è potuto rintracciare il banco che si supponeva esistere da quella parte, doppoichè, in altra località, a Perolla, si hanno esternamente dei piccoli affioramenti di carbone.
Fu solo assodato che vicino al Pozzo Teodoro, ma sempre verso nord, lo strato è spostato da una faglia, e continua in profondità, colla pendenza ad ovest.
In miniera si è continuata la coltivazione nei cantieri fra il 4° e il 5° piano ed inoltre si sono avviate delle escavazioni sotto al 5° piano limitate a m. 20 di distanza da questo, in media, da una faglia che corre prossimamente NS.
La produzione dell'annata raggiunse circa le 6.000 tonnellate fra carbone in grossi pezzi e carbonella.

Miniera di Montemassi.

Sono stati sistemati i due pozzetti (est ed ovest) di aeraggio, che devono servire alla ventilazione completa della miniera fino al 4° livello, anzi il pozzino ovest fu rivestito in muratura a sezione ellittica, con passaggio a scale per gli operai.
Alcuni tratti della galleria del 2° piano furono deviati e rivestiti in muratura, per liberare quella via principale dagli incendi e per poter prendere tutto il carbone fino a quel livello.
Nel pozzo Maestro fu creato un livello intermedio, fra il 1° ed il 2°, alla profondità di 42 m. Con questo livello si fa la coltivazione di un lembo di banco chiamato banco Cirenei che fu calcolato contenere ancora 7.000 tonnellate di carbone; più si fa la ricerca in un altro lembo di banco che si suppone esistere al di là, cioè ad ovest del banco Cirenei.
Circa ai nuovi lavori dirò che il pozzo Cortese ha raggiunto la profondità prefissa di m. 126, dei quali 5 destinati come depositi d'acqua. Dal fondo si è pure diramata una galleria lunga m. 10, che fu murata, a sezione circolare di m. 2.50 di diametro, e deve servire pure come serbatoio, col quale sarÓ messa in comunicazione una stanza speciale destinata a ricevere una pompa a vapore verticale.
Dal pozzo si sono diramate delle gallerie che individuano il 3° e 4° piano della miniera, e che si trovano rispettivamente a m. 91 ed a 121 di profondità sotto la bocca.
Tali gallerie sono dirette a N 10° E e vanno traverso banco.
Si calcola di incontrare il carbone, con la galleria del 4° piano a m. 50 circa dal pozzo e con la galleria del 3° a 100 circa.
Le gallerie stesse hanno diramazioni che girando intorno al pozzo vi ritornano da Sud, per avere modo di fare da una parte il carico dei vagoni vuoti, nelle gabbie, e dall'altra lo scarico dei pieni.
La bocca del pozzo è a m. 6.60 sotto quella del pozzo Maestro, e alla distanza di m. 195.
Coi lavori di questo pozzo si verrà a tracciare una zona di banco di m. 120 di larghezza, in media, misurati lungo la inclinazione di esso, che può considerarsi di 30° circa.
Il pozzo ha il diametro di m. 3.20, è circolare, tutto rivestito in muratura, con scomparto scale di 0.70 di larghezza, che serve per ritorno d'aria, guidato con quadri di legname posti l'uno dall'altro alla distanza di m. 2.50.
La produzione nella miniera fu di tonnellate 24 mila circa.

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